Torre Rossa e Grande X

(china e pennarelli su carta; dimensioni varie)

In questi disegni, a partire dalle prime tavole Torre Rossa e Grande X, e nei successivi disegni, la realtà urbana è intesa come stratificazione di segni dove lo spazio perde il suo valore di realtà prospettica, ma acquista significato dal sovrapporsi di elementi, di segni e forme.

In questi disegni viene rappresentata una fenomenologia, che richiama molto la figura dell‟arcipelago: un insieme di atolli che, come ha affermato Cacciari, “pur nella loro assoluta distinzione sono unite da un loro centro-patria assente, che ciascun isola non possiede, ma verso cui tendono singolarmente in comunione l‟una con l‟altra” (Cacciari,1997). Sono queste, isole accessibili da reti infrastrutturali, stelle, punti eccezionali che si pongono quali fatti urbani di densità programmatica e funzionale. Oggetti scenografici dove l‟immagine architettonica assume un ruolo determinante in relazione al territorio urbano.

Per “Instauratio Urbis” si vogliono intendere quelle operazioni “politiche” sul territorio che prevedono, nel loro instaurarsi, un progetto operativo nel quale emerge un‟idea di forma urbana in rapporto alla relazione che si realizza tra i vari elementi. Un insieme di forme che si pongono quali oggetti di lettura della realtà in modo pragmatico e percepibile attraverso una costruzione essenziale in cui ogni oggetto concorre a porsi nella realtà come presenza autonoma.

Ciò che viene rappresentato in questi lavori sono delle forme puntuali autistiche, dove il territorio urbano non è più assimilabile ad una città in un suo testo narrativo continuo, né una materia informe. Lo spazio urbano si presenta in questi lavori invece come luogo di mediazione, un cielo capovolto organizzato da costellazioni e galassie, dove è proprio l‟elemento puntuale, il singolo oggetto, a prevalere come tensione figurativa di parte.

Questi disegni vogliono rappresentare delle formule aggregative che celebrano il molteplice, e la nascita e la proliferazione di parti sempre più delimitate e chiuse, che porta così ad una forma di implosione della città all‟interno dello stesso territorio urbano.

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