Il corpo gassoso della città la trasporta verso un ‟infinito intelligibile”, che rende impossibile una formula grafica di una sua completa rappresentazione, riducendo qualsiasi tentativo a una semplice descrizione di alcuni suoi fenomeni e non della città in quanto tale. L’operazione del disegno di architettura da parte dell’architetto diviene in questo caso la scrittura di una interpretazione di carattere poetico che può essere divisa in stanze. In poesia la stanza è una parte di una grande composizione, è frammento e molecola, lo spazio granulare di un poema. I disegni di architettura sono vanno letti in questo caso come “stanze” di un grande “poema” per la città, che raccontano e custodisceno la rappresentazione del programma di un libero pensiero critico per l’architettura contemporanea.